Vaghe stelle

Sciame internettico di caracaterina
Dec 26
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Mani fredde da scaldare coi baci

Gonzaga -Torino

 

C’è un rito di famiglia: si compie da tanto. Prima di Natale.

Avevo cinque anni, la prima volta: un cappottino grigio ad occhio di pernice (colletto di coniglio bianco). E tanto freddo. Piedi, soprattutto. Spilli ghiacciati e putini agli occhi.

Le mani scaldate a baci.

 

Paese non lontano e non vicino. Con la sua brava piazza e le luci di Natale.

La fanfara e le corone d’alloro. Il picchetto d’onore al monumento.

La stella cometa. La messa all’aperto, svelta.

Bandiere.

 

Noi, lì in silenzio.

[continua da zena    ]

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Cenere

“Oggi non so che mi ha preso e sono andato a vedere il luogo dove ho versato le ceneri di mia madre i primi di agosto del 1992.
La storia della sua morte ve l’ho raccontata qui

Quello che non ho raccontato ai miei 4 lettori è cosa combinai subito appresso.”

Quello che segue, da parte di MMAX che ho trovato linkato in rosalucsenblog, è il racconto più intenso che abbia mai letto in internet.

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A cosa servono i confini

“Per molti come me c’era una sorta di consuetudine, che si può celebrare come memoria, ora.
Una di quelle memorie “minori”: non una Guerra, non un evento politico, non un avvenimento naturale.
Cose che non vengono riportate dai libri o sentite alla radio: una semplice abitudine.
Era quella di andare in Yugoslavia.
Quel confine che, a mezzanotte, non ci sarà più veniva superato quasi ogni settimana, per comprare la carne o per rifornirsi di benzina. Si entrava in questi market che i più avrebbero definito tristi, solo perchè spartani, legati ad un’idea praticità, più che d’apparenza. Come erano buone le gelèe di frutta. Per me è sempre rimasto andare in “Yugo”: non rifiutare il nuovo status di quel Paese, ma restare legato ad un periodo lontano della mia vita.
Spesso accade che i ricordi dell’infanzia e dell’adoscelenza sembrino i più belli, ma è solo perchè ormai sono smarginati, quasi senza colori. Eppure quei brevi viaggi, o le vacanze sul mare cristallino della costa, stanno lì e sfidano le miserie della politica, dell’odio e dei ragionamenti “da fuori”, sempre troppo sottili.
In fondo quel confine per tanti non c’è mai stato e le divise verdi della Polizia Yugoslava non erano di certo il nemico. Stanotte si festeggia: a me resta il gusto amarognolo della fine di un tempo che non ha mai guardato in faccia le cose importanti, ma che si confrontava sempre e solo con il cuore.”

 Tutto il resto è in transit.

Nov 06
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Anime belle, anime salve (di paese in paese, di certa sx in-certa sx)

Come nei rapporti internazionali, così nelle cose di casa propria: la condanna per l’inazione dell’occidente, per l’apatia, è sempre più silenziosa della condanna per l’azione. Bill Clinton è stato criticato e condannato per l’intervento in Bosnia, per il Kosovo, per Haiti, per aver cercato di fare qualcosa in Somalia, ma tutto sommato ben poco per essersene infischiato del Ruanda. Il governo inglese è razzista se cerca di impedire che una ragazzina di 12 anni venga costretta ad abbandonare la scuola e a sposare un uomo col triplo dei suoi anni; non lo è, o almeno non lo è altrettanto a detta dei media progressisti, se riconosce alle donne bianche, e solo a loro, il diritto alla protezione dalla violenza domestica, o se garantisce agli omosessuali inglesi il diritto a sposarsi e adottare bambini, e a quelli iraniani il diritto ad essere lapidati.

( Il resto è qui)

(via rosalux )

Oct 23
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Viva la pappapappa-ch’è un capopopopopopolavoro!

Il “movimento anti-Babsi” di cui vi lamentate non è né frutto della materia dello scritto, né della nostra invidia, né della nostra volgarità. Non è un movimento anti-Babsi, è un movimento anti VOI.

Non vi sopportiamo più.
Io, personalmente.

Non posso sopportare che si dica che questa scrittrice sia Virginia Woolf reincarnata, come non posso sopportare che il vostro supporto la faccia sentire in grado di dirsi erede di Burroughs, come quell’altro è erede di Pasolini, e il prossimo, immagino, sarà erede di, boh, chi? Con Babsi s’è già dato fondo alla maggior parte dei nomi forti e facili, chissà, forse il prossimo Bimbo Babbuzzo sarà il nuovo Flaubert? O forse Flaubert non ha abbastanza appeal: Hesse? Vonnegut?

Secondo: se qualcuno alza la mano e prende parola contro gli accorati appelli alla rinascita della letteratura, si vede rispondere con l’artiglieria. E spostare il campo di discussione, sul vittimismo, sulla politica, su coseacaso.

Questa artiglieria, queste accuse canagliesche, questi Ti tolgo dal blogroll, sono bullismo. Ed è un vero spettacolo vedere i bulli che accusano le loro vittime di insensibilità, di malignità, di aggressività! NOI, vigliacchi, feriamo la povera, debole Babsi: l’abbiamo presa in giro, OMG! nooo, pensa, c’è chi le ha addirittura detto che ha un brutto taglio di capelli! lei che non ha mai chiesto visibilità!

Lei non ha chiesto visibilità??
Signora Lipperini, ma mi prende per una deficiente?
Non vuole esporsi una persona che si fa fare un book da un fotografo professionista, si fa ritrarre su Vanity Fair per un’intervista dedicata al suo libro, puntando quindi moltissimo, scelta SUA, sul “visuale”, e NOI però non possiamo commentare la cosa sennò siamo volgari??

Insomma, forza Lipperini, Genna, Sbancor, Wu Ming, a questo punto diteci cosa dobbiamo scrivere. Qualsiasi passo è un passo falso, è volgarità, è un attentato alla sensibilità dell’autrice, è sputare sui serbi, è un buttare in caciara, è non fare dibattito, è essere invidiosi, o magari maschilisti (vero, me l’ero dimenticato, ora ci sono pure le quote rosa dell’insulto).

La tutt’altro che irenica Irene,  qui.

Oct 15
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… chi, pur se detitolato, ha qualcosa da dire

“Di Internet, al contrario di mamma televisione, non ce n’è una sola. Ma mille. Milioni di internet - tante quante sono le persone che ogni giorno la plasmano con personalissimi percorsi di navigazione e intenzioni di conoscenza, con eterogenee attività da cittadini della parte abitata della Rete. Per dirla in una battuta: le cronologie di navigazione sono come i polpastrelli, non ce ne sono due identiche.”

“… sempre più, al posto di masse e folle, ci sono cittadini. Più o meno informati e consapevoli. Che (pur se spesso solo in potenza) possono, se serve, trovare le informazioni giuste e farsi una opinione personale. Ecco allora che la cosa migliore che può fare la politica è scendere dal podio e ascoltare chi ha qualcosa da dire.”

Ho fatto la prova: ho sostituito alla parola “politica” di quest’ultima frase di Antonio Sofi, le parole “letteratura”, “mercato”, “giornalismo” e il senso più o meno tornava.

Sep 13
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Sep 11
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No OGM

Sul perchè essere contro gli OGM si potrebbero dire molte cose. Ne dico tre e vedete un po’ se possono bastare. 1) una ragione politica: gli OGM sono organismi brevettati da grandi multinazionali del settore alimentare e/o farmaceutico-biotecnologico, il cui scopo è esclusivamente il profitto, non il miglioramento delle coltivazioni in termini di qualità. Anche nel recente passato queste compagnie hanno dimostrato l’assenza di una qualunque sensibilità etica verso i produttori, i consumatori e l’ambiente. Vogliamo proprio aiutarli a fare più soldi? 2) una ragione scientifica: con gli OGM si introducono nell’ambiente e nella catena alimentare variazioni genetiche di cui non si conoscono assolutamente gli effetti a medio e lungo termine. Non dimenticate che queste “cose” potrebbero finire nel nostro stomaco e influenzare la nostra salute. Si produce inoltre una distorsione della variabilità genetica e dell’equilibrio ambientale, con effetti irreversibili e potenzialmente incontrollabili. Perchè dovremmo correre questi rischi? 3) una ragione culturale: gli OGM escono dai laboratori, non hanno una storia e un legame con nessuna delle popolazioni che li produrranno o li consumeranno. Sono il massimo dell’omogeinizzazione del gusto e della standardizzazione produttiva. Invece di un cibo che sia espressione di una ricca cultura materiale e sociale, finiremmo per alimentarci di “mangimi” imposti con la pubblicità.

http://omniaficta.wordpress.com/2007/09/10/no-ogm/

Sep 10
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Non grazie al blog

Alcune impressioni sparse e poche domande. Mi scuso in anticipo per la lunghezza.
1) Nei blog, come altrove, se centri il tuo post su un argomento articolato, interessante e complesso, ma poi commetti l’imprudenza di accostarlo anche marginalmente a un argomento più facile (o anche solo più mainstream), come nel caso odierno il V Day di Grillo, o la televisione cattiva, o l’ultimo libro di Baricco (capolavoro vs. bluff) o il sesso in ogni sua declinazione ecc., la maggior parte dei commentatori ignorerà l’argomento centrale per buttarsi a fare commenti salaci e spesso inutili, sull’argomento facile. Perché? Forse perché così non hai bisogno di leggerti bene il post né i vari link in esso contenuti, cose delle quali nessuno ha voglia, ma hai una bella scusa per aprire la bocca e darci fiato, cosa di cui tutti hanno voglia.
2) I flame. In genere un post dal quale parte un flame arriva a centinaia di commenti, perlopiù di infima qualità e spesso offensivi, mentre altri post, magari ugualmente interessanti, in cui i commenti sono molto civili rimangono a 6-7 interventi. Basta confrontare quello che è accaduto qui qualche giorno fa con argomento Babsi Jones, peraltro introdotto da un commento che si riferiva a un altro blog e non nel post principale, che ha scatenato un casino, mentre il post successivo sulla scuola non se l’è filato quasi nessuno. Mi viene da dire semplicemente: il fascino del gatto spiaccicato. Fa schifo ma non riesci a smettere di guardarlo. O le file su una corsia dell’autostrada quando l’incidente è sulla corsia opposta (e dunque la fila si crea solo per la curiosità di guardare chi si è schiantato e come).
3) I blog legati a un giornale (come quello di Zambardino) raccattano più spesso di altri commenti del genere sfogo furioso/demagogico. È solo una mia impressione?
4) E allora, forse. I blog, come internet sono fatti dalle stesse persone che vivono il mondo reale, sempre di più man mano che il mezzo internet diventa più diffuso. A rigore, dunque, credo che i difetti riscontrabili in essi siano quelli riscontrabili ovunque si apre un dibattito. Con l’elemento di accelerazione, per così dire, che per commentare in un blog non hai bisogno di esporti in prima persona né di accreditarti in nessun modo, il che aumenta la democraticità ma anche la maleducazione e l’approssimazione.
5) La potenza reale dei blog. Grillo ha portato migliaia di gente fuori dalla rete ecc ecc. Ma lo ha fatto davvero grazie al blog, o ci è riuscito perché lui è Grillo, cioè un nome noto diventato tale grazie ad altri media? Uno che quando va a fare casino alla Telecom, ci fanno un servizio di prima pagina sui tiggì. Solo grazie al blog? Un blogger nato blogger e che è arrivato al successo solo grazie al suo blog riuscirebbe a fare la stessa cosa?

Postato Lunedì, 10 Settembre 2007 alle 6:39 pm da Guglielmo Pispisa

Questo mi sembra un punto cruciale. Confrontiamo il successo di Grillo con quello di Scalfarotto, per dirne una, e vediamo che chi nasce totalmente in rete non ha ancora la forza di fare molta strada, almeno in Italia. Espandersi dalla rete alla società richiede la presenza di una base sociale che aiuti. Per restare in ambito politico, Scalfarotto alle primarie dell’Unione ha perso rovinosamente nonostante il grande clamore suscitato, perché era solo su internet, l’anno prima alle primarie pugliesi Vendola ha vinto perché aveva un partito alle spalle e un forte radicamento nelle lotte sociali pugliesi, oggi Grillo ottiene 300mila firme per un progetto politico con molte imperfezioni, ma ci è arrivato dopo anni di sostegno, con il suo blog, ad iniziative dal basso e dalla società (comitati, lotte ambientaliste e via dicendo).
Se per potenza dei blog intendiamo la capacità di questi di mettersi alla testa di un movimento o di un cambiamento (e io sino ad ora ho parlato di politica, ma potrei riferirmi a cambiamenti anche in altri ambiti) allora c’è da dire che non si è ancora a questo livello, e forse non ci si arriverà mai. Ma se per potenza dei blog intendiamo la capacità di influenzare il dibattito e l’agenda di discussione, allora dei risultati ci sono già, e sarebbe meglio concentrarsi e ripartire da questi piuttosto che tentare salti nel vuoto.

Postato Lunedì, 10 Settembre 2007 alle 6:51 pm da Anghelos

Dal post della Lipperini del 10 settembre



Sep 08
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G.Belli’s style

Venerdì, 7 Settembre 2007

* Giganti e nnani *

   
E accusì se n’è annàto Pavarotti,
   er giorno doppo manco de Sabbani!
Morono inzieme li ggiganti e nnani,
   come spiccioli drent’i bbussolotti,
 
pescati da le tasche de’ cappotti,
   pe’ càde’ in der le grinfie ai sagristani,
co’ bbona pasce de l’antri cristiani:
   «Sic transit gloria mundi!», giuvinotti!
 
Penza però ‘n po’ quanto j’ha detto jella
   a quer povero cristo immitatore,
de morì’ er giorno primma a ‘na gran stella.
 
Robba da ‘nturcinasse le bbudella,
   Nun soltanto la sfiga che sse more,
ma mmanco la “fortuna” de godélla!
 

                                         Bokk74

                   Roma  - Venerdì 7 Settembre 2007

http://bokk74.blog.kataweb.it/