Il “movimento anti-Babsi” di cui vi lamentate non è né frutto della materia dello scritto, né della nostra invidia, né della nostra volgarità. Non è un movimento anti-Babsi, è un movimento anti VOI.
Non vi sopportiamo più.
Io, personalmente.
Non posso sopportare che si dica che questa scrittrice sia Virginia Woolf reincarnata, come non posso sopportare che il vostro supporto la faccia sentire in grado di dirsi erede di Burroughs, come quell’altro è erede di Pasolini, e il prossimo, immagino, sarà erede di, boh, chi? Con Babsi s’è già dato fondo alla maggior parte dei nomi forti e facili, chissà, forse il prossimo Bimbo Babbuzzo sarà il nuovo Flaubert? O forse Flaubert non ha abbastanza appeal: Hesse? Vonnegut?
Secondo: se qualcuno alza la mano e prende parola contro gli accorati appelli alla rinascita della letteratura, si vede rispondere con l’artiglieria. E spostare il campo di discussione, sul vittimismo, sulla politica, su coseacaso.
Questa artiglieria, queste accuse canagliesche, questi Ti tolgo dal blogroll, sono bullismo. Ed è un vero spettacolo vedere i bulli che accusano le loro vittime di insensibilità, di malignità, di aggressività! NOI, vigliacchi, feriamo la povera, debole Babsi: l’abbiamo presa in giro, OMG! nooo, pensa, c’è chi le ha addirittura detto che ha un brutto taglio di capelli! lei che non ha mai chiesto visibilità!
Lei non ha chiesto visibilità??
Signora Lipperini, ma mi prende per una deficiente?
Non vuole esporsi una persona che si fa fare un book da un fotografo professionista, si fa ritrarre su Vanity Fair per un’intervista dedicata al suo libro, puntando quindi moltissimo, scelta SUA, sul “visuale”, e NOI però non possiamo commentare la cosa sennò siamo volgari??
Insomma, forza Lipperini, Genna, Sbancor, Wu Ming, a questo punto diteci cosa dobbiamo scrivere. Qualsiasi passo è un passo falso, è volgarità, è un attentato alla sensibilità dell’autrice, è sputare sui serbi, è un buttare in caciara, è non fare dibattito, è essere invidiosi, o magari maschilisti (vero, me l’ero dimenticato, ora ci sono pure le quote rosa dell’insulto).
La tutt’altro che irenica Irene, qui.